Santa in Giallo, i casi Mattei e Gex: incidente o attentato?
di Arturo Zanni
Nell’ambito della rassegna ‘Santa in Giallo’ che si è tenuta nello scorso fine settimana a Santa Margherita, sabato in concomitanza con i momenti di premiazione e la presentazione del libro ‘I racconti di Santa in Giallo’ edito per la Tigulliana, il giornalista Massimo Iaretti è intervenuto per un’analisi su due casi, assolutamente, reali, che sono in realtà dei veri e propri gialli a tutto tondo, entrambi legati a incidenti aerei. Il primo è quello che costò la vita ad Enrico Mattei il 27 ottobre 1962, ormai notissimo. Iaretti, che nel corso degli anni ha letto ed acquisito una notevole mole di libri su Mattei, comprese le richieste del Pubblico Ministero della Procura di Pavia, Vincenzo Calia, consistenti in 430 pagine depositate il 20 febbraio 2003, nelle quali si delinea come non si trattò di incidente aereo dovuto a malore o errore del pilota, Irnerio Bertuzzi, asso della aviazione della Rsi, ma di un attentato. Iaretti, che ha parlato recentemente col dottor Calia, in occasione della recensione del suo libro scritto a quattro mani con Giuseppe Oddo, ha evidenziato le stranezze delle indagini svolte a suo tempo, le incongruenze presenti e la fretta di concluderle, sottolineando come l’opera di Mattei nell’ultima parte della sua vita stava dando molto fastidio ad alcuni ambienti francesi, soprattutto il supporto dato dall’Eni all’Fln algerino specialmente sotto forma di consulenza per la trattativa per la sua sovranità petrolifera. Altro caso preso in considerazione, e archiviato in un primo tempo come incidente, è quello di Corrado Gex, promessa della politica valdostana, che perse la vita con altre sette persone in un incidente aereo, caduto a Castelnuovo di Ceva il 25 aprile del 1966. La commissione nominata dal Ministero della Difesa accertò che si sarebbe trattato di errore del pilota, peccato che Gex fosse un pilota provetto, il primo ad avere in Italia il brevetto per l’atterraggio su ghiacciaio. Iaretti, pur non sbilanciandosi, ha ricordato alcune analogie col caso Mattei per quanto attiene la fretta di chiudere le indagini, l’attribuzione, non verosimile all’errore umano, e l’ipotesi di Igino Melotti che il promettente esponente dell’Union Valdotaine sia stato vittima di un omicidio. E ha citato il comunicato della Procura di Cuneo che aveva disposto la riesumazione dei suoi resti, l’affidamento di perizia ad un collegio di consulenti. Il procuratore, espletate le analisi del caso, ha riportato le conclusioni dei consulenti nelle quali, sia pure con estrema cautela si evidenzia che nei tessuti biologici di Gex sono state rinvenute tracce coerenti con una presenza di ‘Nervino Classe V2, precisando però che tuttavia il risultato non può essere considerato della stessa forza probatoria di una identificazione ottenuta con standars certificato”. Iaretti era già stato relatore su questo parallelismo in un convegno ‘Il mistero dell’ultimo volo di Corrado Gex’ svoltosi ad Aosta il 21 aprile scroso a cura dell’Osservatorio Apartitico Resistente Vda, ovvero prima del deposito delle conclusioni della perizia della Procura di Cuneo.



