Corsari nel Mar Ligure



Sulle coste incombeva un grande pericolo: i pirati, che con azioni rapide e improvvise sbarcavano sulle spiagge e non risparmiavano nessun paese, razziavano, incendiavano i borghi, uccidevano uomini, donne e bambini. Le incursioni servivano soprattutto per fare bottino e scappare. Molti cristiani finivano nei mercati di schiavi a Tunisi e ad Algeri per essere venduti. Non è facile trovare un litorale e un borgo della Liguria dove la popolazione non sia stata terrorizzata da pirati e corsari barbareschi tra il Quattrocento e il Cinquecento. I barbareschi erano marinai musulmani, arrivavano dalle loro basi nordafricane e dalla Turchia ottomana e dilagavano sulle coste italiane, comprese quelle liguri, da Ponente e Levante. Non fu facile contrastarli. Le difese costiere erano insufficienti, quindi fu deciso di innalzare torri di avvistamento alte una ventina di metri situate su alture e promontori, larghe una decina di metri in modo tale da ospitare all’interno piccole guarnigioni armate, magazzini e pezzi di artiglieria. Le torri più grandi, in certi casi, potevano accogliere una parte degli abitanti del paese e nel ‘500 si affiancarono ad esse robuste fortificazioni armate con cannoni come il Torrione di Ceriale e i fortini di Albenga e Rapallo. Ma anche queste difese non fermarono gli assalti dei turchi, nel 1508 Kurtag Alì saccheggiò Diano Marina e nel luglio 1546 il corsaro Dragut (o Turgut Alì), successore di Khayr al Din, detto Barbarossa, attaccò Laigueglia, Santo Stefano al Mare e San Lorenzo e nel 1555 la stessa sorte toccò ad Ospedaletti. Nel 1557 i pirati barbareschi sbarcarono a Cervo ma questa volta furono respinti dai colpi di cannone di un gruppo di abitanti che si era trincerato nel bastione. Nel 1561 Uluc Alì Pascià, detto anche Occhialì o Uccialì e chiamato nelle fonti liguri del Cinquecento Luzzalino, fu autore di numerose incursioni nella Liguria occidentale. Era un pescatore calabrese, Giovanni Dionigi Galeni, che preso prigioniero dai turchi nel 1536 si convertì all’islam e divenne uno dei più importanti corsari dell’Impero ottomano. Nel 1563 sbarcò con i suoi uomini a Porto Maurizio dando alle fiamme Torrazza, Civezza, Cipressa, Terzorio e Pompeiana. Fece una grande carriera diventando ammiraglio della flotta ottomana e partecipò alla battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571. Fu, tra l’altro, l’unico tra i comandanti turchi a sopravvivere allo storico scontro navale. Nel 1561 Uluc Alì saccheggiò anche Arma di Taggia ma dopo aver eretto alcuni anni dopo la Torre dell’Arma (Bussana) e consolidato le mura difensive, i pirati turchi dovettero rinunciare a nuovi assalti e presero di mira località vicine come Castellaro e Riva. I paesi furono saccheggiati ma gli abitanti si salvarono chiudendosi nelle torri. Altre incursioni piratesche furono compiute nel Golfo del Tigullio tra Rapallo (assaltata e brutalmente saccheggiata dai corsari di Dragut nel 1549) e Santa Margherita. A Santo Stefano al Mare c’è una Torre difensiva ottagonale mentre Terzorio subì negli stessi anni diverse scorrerie guidate dai barbareschi di Uluc Alì che si attenuarono quando fu costruita una Torre quadrangolare munita di piccole feritoie (oggi nella torre si svolgono le sedute del Consiglio Comunale). L’elenco delle fortificazioni costiere è lungo da queste parti. Sulle alture di Cipressa spicca la Torre Gallinara realizzata per avvistare l’arrivo delle navi nemiche mentre la Torre di Prarola verso Porto Maurizio fu eretta anche questa per contrastare le incursioni barbaresche. La Torre saracena di Torrazza in cui si rifugiarono gli abitanti del paese all’arrivo dei turchi fu la loro salvezza mentre sulla costa ponentina si stagliano in tutta la loro bellezza le torri di avvistamento di Varigotti costruite e consolidate più volte per respingere le incursioni turche che alla metà del Cinquecento avevano colpito il territorio di Finale e di Varigotti. Dopo la vittoria cristiana contro i turchi a Lepanto nel 1571 le scorrerie sulle coste liguri diminuirono di gran lunga ma non cessarono del tutto. Possiamo infatti ricordare quella di Ceriale, nella piana di Albenga, con il suo Bastione circolare a difesa del borgo che però non fu sufficiente a impedire il saccheggio del paese del luglio 1637, l’ultima incursione turca in Liguria.
Filippo Re
Nelle foto, la sommità della Torre saracena di Varigotti
Torre Gallinara a Cipressa
Torre di Santo Stefano al Mare
Torre “antiturchesca” di Terzorio del XVI secolo



