La IA! Tra fantasia e realtà
di Nico Colani –
The Creator, film di fantascienza del 2023. La trama sintetica: nel 2055 un’intelligenza artificiale provoca (o viene accusata di provocare) l’esplosione di una testata nucleare su Los Angeles. Gli Stati Uniti e i paesi occidentali dichiarano guerra totale all’IA, cercando di sradicarla.
Molti pensano che la fantascienza sia solo frutto della fantasia. Altri credono invece che i film di fantascienza nascano da conoscenze provenienti dagli addetti ai lavori, che svelano possibili scenari, e che i registi poi li elaborino in modo esponenziale. Altri ancora sostengono che sia la fantasia di scrittori e registi a stimolare inventiva e ricerca, fino a far nascere tecnologie futuristiche. Effettivamente, spesso ciò che vediamo nei film lo ritroviamo poi ad uso e consumo nella realtà.
Quello che sembra solo un film in cui robot con intelligenza simile o superiore a quella umana si fanno la guerra, oggi ci appare meno lontano. Adesso giochiamo con l’IA: dalle chat alla sistemazione di testi, dalla creazione di video e foto, fino a usi frivoli e inutili. Tutto questo affascina e non ci preoccupa. Ma attenzione.
In un paese baltico è diventato famoso a livello globale un progetto (poi parzialmente smentito nelle sue ambizioni più estreme) mirato a introdurre un “giudice-robot” basato sull’intelligenza artificiale. Lo scopo era gestire in modo rapido le controversie legali di modesta entità, ovvero le cause inferiori ai 7.000 euro, un ruolo simile a quello del nostro Giudice di Pace. Il giudizio di una macchina potrebbe anche essere una cosa buona, vista la lentezza burocratica e la potenziale imparzialità del giudice IA.
Potrà succedere che un giorno il Governo sia un mega-sistema di IA che gestisce le sorti dell’umanità?
Per quanto riguarda il riconoscimento facciale, la Cina è lo Stato leader mondiale nell’uso e nello sviluppo di telecamere con questa tecnologia. In molte città (e persino nelle metropolitane) è possibile pagare la spesa o il biglietto semplicemente inquadrando il volto (“Smile to Pay”), senza usare carte o smartphone. Il Sistema di Credito Sociale usa il riconoscimento facciale per identificare chi commette infrazioni minori (come attraversare col semaforo rosso) e decurtare punti dal punteggio sociale del cittadino. Questo è uno degli usi che può portare un essere umano all’intolleranza o a una sottomissione totale. Alcuni istituti scolastici usano le telecamere per verificare la presenza e persino il livello di attenzione degli studenti.
In Russia, a Mosca è attiva una rete di oltre 200.000 telecamere con riconoscimento facciale, utilizzata massicciamente nella metropolitana sia per i pagamenti rapidi sia per il tracciamento da parte delle forze di polizia.
Il Regno Unito è uno dei paesi europei più videosorvegliati: la polizia di Londra utilizza regolarmente telecamere mobili con riconoscimento facciale in tempo reale durante i grandi eventi o nelle vie dello shopping.
Negli Emirati Arabi Uniti, città come Dubai sfruttano l’identificazione facciale negli hub di trasporto e nei controlli di frontiera per eliminare la necessità di mostrare passaporti o carte d’identità.
In Italia, per ora, l’uso del riconoscimento facciale è regolamentato in determinate circostanze e non è in funzione nelle pubbliche vie e piazze.
Anche nel trading è usata l’IA, ma non pensiamo che possa fare miracoli. Anzi, in alcuni casi può creare l’effetto “Flash Crash”: se molti algoritmi diversi sono programmati per vendere contemporaneamente al verificarsi di un determinato evento, possono causare crolli immediati e violentissimi del mercato (come accaduto storicamente nel 2010 a Wall Street). Allucinazioni e falsi segnali: se l’IA interpreta male una notizia falsa o un tweet ironico, può avviare operazioni finanziarie disastrose in pochi istanti.
I Robo-Advisor, per i piccoli risparmiatori, sono piattaforme digitali che creano e gestiscono portafogli di investimento personalizzati in base al profilo di rischio dell’utente, ribilanciandoli automaticamente tramite algoritmi. Possono aiutare, ma possono anche sbagliare.
Per quanto riguarda la sicurezza, i cani robot e i sistemi di pattugliamento autonomo sono una realtà concreta e sono già entrati ufficialmente in servizio anche in Italia per supportare le Forze dell’Ordine e la sicurezza privata.
L’Arma dei Carabinieri ha ufficialmente arruolato Saetta, il primo cane robot in dotazione alle forze dell’ordine italiane. Si tratta del modello Spot sviluppato da Boston Dynamics, personalizzato per le esigenze militari e di polizia. Assegnato al Nucleo Artificieri, viene utilizzato per missioni ad alto rischio: può sventare ordigni, esplorare ambienti saturi di gas, arrampicarsi su scale o macerie e mappare aree sconosciute inviando dati in diretta agli operatori. Viene pilotato a distanza tramite un tablet (fino a 150 metri). In questo modo l’androide entra nei luoghi pericolosi al posto degli agenti umani, azzerando il rischio di esposizione diretta alle minacce.
Anche nel settore privato italiano sono nati i primi modelli industriali (come il quadrupede Rhino o Saetly) impiegati per fare ronde notturne autonome, rilevare principi di incendio e segnalare intrusioni in grandi siti commerciali o industriali.
Cosa bolle in pentola per la sicurezza delle Forze dell’Ordine?
La tecnologia si sta muovendo velocemente verso l’integrazione tra robotica avanzata e intelligenza artificiale. Oltre ai quadrupedi, si stanno diffondendo i robot pattugliatori su ruote. Un esempio recente presentato in Italia è Fortify, un rover terrestre autonomo con un’autonomia di circa 10 ore.
I droni non sono più semplici telecamere volanti radiocomandate. I nuovi sistemi prevedono stazioni di ricarica automatiche: al verificarsi di un allarme o a orari prestabiliti, il box si apre e il drone decolla in totale autonomia, esegue la ronda e torna a ricaricarsi senza l’intervento di un pilota. In prospettiva futura si lavora sugli “sciami di droni” capaci di coordinarsi tra loro per monitorare grandi folle o eventi critici.
Molte polizie occidentali stanno testando algoritmi di predictive policing che analizzano lo storico dei crimini, incrociandoli con variabili come meteo, orario o eventi locali. Il sistema non prevede il futuro, ma calcola in quali zone e orari è più probabile che si verifichi un reato, permettendo di inviare le pattuglie in modo mirato.
Si sta lavorando anche all’integrazione di visori tattici (stile smart glasses) per gli agenti sul campo: durante un intervento, il visore proietta davanti agli occhi informazioni cruciali in tempo reale (planimetria dell’edificio, posizione dei colleghi, dati termici).
In campo medico l’intelligenza artificiale sta guidando una vera e propria rivoluzione, trasformandosi da tecnologia sperimentale a strumento concreto di supporto quotidiano. L’approccio ufficiale della sanità (regolato anche dalle ultime leggi italiane e dall’AI Act europeo) è quello del “copilota cognitivo”: l’IA analizza i dati e suggerisce soluzioni, ma l’ultima parola e la responsabilità legale rimangono sempre del medico umano.
Le applicazioni più importanti:
- Super-diagnostica in radiologia e oncologia: algoritmi riescono a individuare tumori al seno o noduli polmonari piccolissimi con largo anticipo. Di recente, sulla rivista Nature Medicine, è stato presentato il modello COMPASS, un’IA capace di analizzare il profilo genetico di un tumore per prevedere se il paziente risponderà positivamente alle cure immunoterapiche.
- Chirurgia e oculistica “aumentata”: i robot in sala operatoria (come il sistema Da Vinci) integrano sempre più l’IA. All’ospedale San Luigi di Orbassano (Torino), un’anziana donna di 82 anni ha recuperato la vista (passando da meno di 1 a 8 decimi) grazie a un intervento in cui l’algoritmo ha calcolato al millimetro la curvatura e la posizione esatta di un secondo cristallino artificiale personalizzato.
- Sviluppo di nuovi farmaci in tempi record: piattaforme come AlphaFold hanno mappato la struttura di quasi tutte le proteine note, permettendo di progettare cure mirate in frazioni di tempo ridottissime.
- Fonendoscopi intelligenti e telemedicina: in sperimentazioni internazionali, fonendoscopi potenziati da algoritmi riescono a diagnosticare precocemente cardiomiopatie anche in contesti rurali.
- AI Scribes: assistenti vocali che ascoltano il colloquio tra medico e paziente, sintetizzano i sintomi e compilano automaticamente cartella clinica e ricetta, permettendo al dottore di guardare il paziente negli occhi.
L’Italia ha recepito le direttive europee (AI Act), stabilendo regole chiare: formazione obbligatoria sull’Intelligenza Artificiale nel programma ECM per tutto il personale sanitario e obbligo di informare esplicitamente i pazienti se per la loro diagnosi o terapia è stato utilizzato un software di IA.
Il rovescio della medaglia si manifesta principalmente attraverso:
- Deepfake per truffe finanziarie devastanti: i criminali clonano alla perfezione voce o volto di persone reali. Truffe del finto capo (CEO Fraud) e finti rapimenti o emergenze ai danni di anziani e genitori.
- Phishing perfetto: testi generati da modelli linguistici avanzati in italiano impeccabile, quasi indistinguibili dalle comunicazioni reali di banche o poste.
- Malware e virus creati dall’IA: versioni illegali (WormGPT, FraudGPT) permettono anche a criminali con poche competenze di scrivere codici dannosi, compresi virus “mutanti” che sfuggono agli antivirus.
- Furto di identità e superamento dei controlli biometrici con deepfake video in tempo reale.
- Bot che scansionano automaticamente milioni di siti e server alla ricerca di vulnerabilità per attacchi ransomware.
A Fossano stanno usando un drone per controllare posteggi, uso delle cinture e telefono alla guida. Hanno tirato fuori dal cassetto il paradosso dell’Articolo 158, comma 4 del Codice della Strada, che multa chi lascia la vettura anche con due dita di finestrini aperti, in nome della “istigazione al furto”. Assurdo: allora non si dovrebbero lasciare le finestre di casa aperte per non istigare a rubare? Come le multe di eccesso di velocità per aver superato di soli 2 km/h.
La combinazione tra norme paradossali e tecnologie di controllo rischia di creare un sistema asfissiante. Ecco come l’IA possa venirci in aiuto e, allo stesso tempo, renderci la vita impossibile.
Siamo ancora lontani da una guerra tra umani e robot, ma non pensiamo che non possa un giorno arrivare. Di sicuro, dopo aver giocato e usato l’IA, dobbiamo aspettarci che presto possa renderci la vita molto più complicata.
Come dice una pubblicità di un famoso shampoo: PENSATECI!



