Aster ricorda Alessandro Campora e tutte le Vittime del Ponte Morandi
A.S.Ter ha partecipato oggi alla commemorazione delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi, alla presenza del presidente Andrea Bassoli, rinnovando la vicinanza dell’azienda alle famiglie e il ricordo di una tragedia che ha segnato profondamente Genova e l’intera comunità cittadina.
Un momento particolarmente sentito per A.S.Ter, che in quella tragedia perse Alessandro Campora, dipendente dell’azienda, collega e amico di tante persone che ancora oggi ne custodiscono il ricordo. A lui e alle altre 42 vittime A.S.Ter ha dedicato anche un video pubblicato sui propri canali.
Insieme ad Alessandro persero la vita anche Bruno Casagrande e Mirko Vicini, dipendenti di AMIU: tre lavoratori delle aziende pubbliche genovesi che quella mattina erano impegnati nel loro lavoro e che Genova non ha dimenticato.
La commemorazione si è svolta alla Radura della Memoria, luogo alla cui realizzazione A.S.Ter ha contribuito e che, con i suoi 43 alberi dedicati alle vittime, rappresenta oggi uno degli spazi simbolo della memoria collettiva della città.
«Ci sono luoghi che non sono semplicemente spazi della città, ma diventano parte della memoria e della coscienza di una comunità. La Radura della Memoria è uno di questi – dichiara Andrea Bassoli, presidente di A.S.Ter –. Qui Genova custodisce il ricordo delle quarantatré vittime del crollo del Ponte Morandi e rinnova, anno dopo anno, il proprio impegno a non dimenticare una tragedia che ha segnato profondamente la storia della città e la vita di tante persone.
Per A.S.Ter aver contribuito alla realizzazione di questo parco ha significato molto più che portare a termine un’opera. È stato un impegno vissuto con onore, rispetto e partecipazione, nella consapevolezza di lavorare in un luogo che porta ancora con sé il dolore di quella tragedia e il ricordo di chi non c’è più.
Una tragedia che ci ha colpito da vicino. Tra le vittime c’era infatti il nostro collega Alessandro Campora, per molti di noi una presenza quotidiana, un compagno di lavoro, un amico. Insieme a lui ricordiamo Bruno Casagrande e Mirko Vicini, colleghi di AMIU, anche loro vittime di quella terribile giornata. Tre lavoratori al servizio della nostra città, tre persone che facevano parte della grande comunità delle aziende pubbliche genovesi e il cui ricordo continua a unirci.
Nel giorno della commemorazione – prosegue Bassoli – il nostro pensiero va con sincero affetto alle famiglie di Alessandro, Bruno e Mirko, ai loro colleghi e alle famiglie di tutte le vittime. Sappiamo che nessuna parola può colmare un’assenza così dolorosa, ma crediamo che continuare a ricordare chi abbiamo perso, con rispetto e affetto, sia un modo per far sì che la loro presenza continui ad accompagnare la nostra città.
Il compito di uno spazio come la Radura, oggi, è andare oltre la dimensione del monumento alla memoria e diventare, nel tempo, un luogo vivo. I suoi quarantatré alberi, uno per ciascuna vittima, la presenza quotidiana delle persone, gli incontri, i momenti di raccoglimento e la cura costante di questo spazio mantengono il ricordo dentro la vita di ogni giorno. Prendersi cura della Radura significa custodire non soltanto un luogo, ma una memoria che appartiene a tutta Genova».














