Giovedì 3 settembre - Prende il via domani, venerdì 4 settembre, il programma di incontri promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale sulle proposte del nuovo Piano Regolatore Portuale, lo strumento chiamato a definire l’assetto e le destinazioni funzionali delle aree portuali del sistema per i prossimi decenni. Oltre 20 incontri nell’arco di circa 40 giorni coinvolgeranno il cluster portuale, le istituzioni interessate, le associazioni di categoria e gli altri stakeholder pubblici e privati interessati dalle scelte di pianificazione. L’obiettivo è illustrare le ipotesi in corso di definizione, fornire un quadro chiaro degli indirizzi e delle proposte allo studio e acquisire eventuali elementi utili prima dei successivi passaggi istituzionali.

Effetti sui porti, Giachino: «Filosa (Fiat) costringerà finalmente la logistica italiana a riformarsi?»

Ne guadagnerà il nostro PIL due volte

Torino e il Paese sono chiamati a dare risposte importanti e concrete alle condizioni poste ieri dai nuovi vertici di Stellantis. Filosa, infatti, per portare un secondo modello a Mirafiori, ha posto due condizioni: la riduzione del costo dell’energia e una logistica più efficiente. Un’occasione di rilancio della crescita economica a Torino imperdibile come quella della TAV.
La logistica torinese e italiana, nata storicamente come risposta all’industrializzazione della seconda metà dell’Ottocento e della prima metà del Novecento, ha vissuto grandi trasformazioni determinate dal processo di internazionalizzazione dell’economia, accompagnata dall’internazionalizzazione dei gruppi logistici, che ha visto importanti e innovative aziende italiane, penso alla TRACO di Giribaldi, essere acquisite da gruppi logistici globali.
Un processo che sovente ha visto gli enti locali e i governi italiani assenti. Cosicché una parte importante della logistica delle nostre aziende è appannaggio di gruppi globali. Si pensi che la quota di logistica venduta franco fabbrica in Italia è doppia rispetto alle logistiche europee. Così l’Italia perde PIL, perde posti di lavoro interessanti, perde la fiscalità connessa.
Erano gli obiettivi più importanti del Piano Nazionale della Logistica 2011-2020, cui lavorai da sottosegretario ai Trasporti, approvato a stragrande maggioranza dalla Consulta nazionale dei trasporti e della logistica. Nel trasmettere il Piano al Governo Monti avevamo predisposto quattro norme, una delle quali relativa all’incentivo alle aziende italiane a vendere le loro produzioni franco destino.
La prima condizione per l’efficienza logistica è relativa alle infrastrutture, l’altra ai tempi di attesa delle merci nei porti. Altro tema posto per la prima volta da quel Piano era rappresentato dalla quota di esportazioni italiane che utilizzano i porti del Nord Europa, con una perdita da 6 a 10 miliardi di PIL all’anno.
Una ricerca a cura del Centro Studi SRM del San Paolo dei mesi scorsi ha confermato che il 30% delle esportazioni italiane non usa i nostri porti. Non aver riformato il settore in questi ultimi quindici anni ha rappresentato una perdita di almeno 200 miliardi di PIL.
Alle nostre sollecitazioni il Governo Monti, purtroppo, non rispose, ma ora all’amministratore delegato di Stellantis occorre assolutamente rispondere nell’interesse della crescita della nostra economia e del nostro lavoro.
Per un Paese che da anni cresce poco più dello zero virgola, la logistica competitiva è una grande opportunità.

MINO GIACHINO