Monopattini e incidenti: una riflessione

di Nico Colani
Cade dal monopattino un uomo di 47 anni, residente a Bientina nel pisano. Muore dopo 24 ore di agonia all’ospedale San Martino di Genova. La tragedia è avvenuta nella notte tra venerdì e sabato nel centro di Lavagna. Nessun altro veicolo coinvolto: forse una distrazione, forse un malore. Indossava il casco, ma non è bastato.
Questa notizia non è un caso isolato. Le tragedie con i monopattini si ripetono e purtroppo continueranno se non crescerà la consapevolezza di chi li usa e di chi li promuove.
Nato come semplice giocattolo per bambini da spingere con un piede, il monopattino ha conosciuto un’evoluzione rapidissima e, a parere di molti, ingiustificata. Abbiamo visto gruppi di tre o quattro persone sfrecciare nel traffico, individui a tutta velocità sui marciapiedi, sorpassi azzardati e utilizzi che poco c’entrano con la mobilità sostenibile.
Il governo sta ora cercando di rimediare con regole più severe: casco obbligatorio per tutti (dal 14 dicembre 2024), contrassegno identificativo (targhino) obbligatorio dal 17 maggio 2026 e assicurazione RC obbligatoria dal 16 luglio 2026. Sui social in molti protestano contro il governo e contro Salvini per l’inasprimento delle norme. Ma la colpa di chi è?
Si è data la possibilità di circolare liberamente con questi mezzi (anche con incentivi in passato), bastava non abusarne. Ora prendersela solo con chi mette paletti serve a poco. Forse bisognerebbe guardare anche a chi ha spinto questa diffusione senza adeguate cautele.
Senza dilungarmi nei discorsi politici, ecco la mia analisi tecnica su quanto il monopattino sia intrinsecamente più rischioso di una bicicletta, mezzo inventato nel 1817 e ancora oggi perfettamente valido.
Analisi fisica e dinamica del monopattino
Dal punto di vista della fisica e della dinamica dei veicoli, il monopattino elettrico presenta limiti strutturali evidenti rispetto alla bicicletta.

  1. Ruote piccole e scarso effetto giroscopico
    Le biciclette montano ruote grandi (26-28 pollici) che, ruotando, generano un effetto giroscopico apprezzabile: una forza fisica che contribuisce a mantenere il veicolo stabile e verticale.
    Sul monopattino le ruote da 8-10 pollici hanno massa ridotta e raggio minimo. L’effetto giroscopico è quasi nullo: il mezzo non si autobilancia con la velocità. Inoltre, una ruota piccola si blocca facilmente davanti a buche, tombini o dislivelli, catapultando in avanti il conducente.
  2. Posizione in piedi e resistenza aerodinamica
    Stando in piedi, il corpo umano funge da vera e propria vela. La resistenza dell’aria cresce con il quadrato della velocità e l’area frontale esposta è massima. Questo aumenta il consumo energetico e rende il veicolo molto sensibile a raffiche di vento laterali o frontali, destabilizzando l’equilibrio.
  3. Centro di gravità alto e base di appoggio stretta

È l’aspetto più critico. Nella bicicletta il peso del guidatore è distribuito sulla sella (posizione più bassa) e tra due ruote distanti. Sul monopattino il baricentro del sistema (uomo + veicolo) è alto e spostato in avanti, con una piattaforma strettissima.
Nelle curve, per compensare la forza centrifuga serve inclinarsi. Ma con baricentro alto e ruote piccole è facile perdere aderenza o destabilizzarsi completamente.

  1. Manovre d’emergenza (zig-zag e frenata)
    L’interasse è molto corto e il manubrio stretto. Uno scarto improvviso applica forze laterali violente su una base minuscola, con elevato rischio di perdita di controllo (high-side). In frenata brusca l’inerzia spinge tutto il peso in avanti. Senza sella e pedali stabili come sulla bici, il pericolo di ribaltamento anteriore è altissimo.
    Conclusioni
    Il monopattino può essere comodo per brevi spostamenti in città, ma le sue caratteristiche fisiche lo rendono oggettivamente più instabile e pericoloso della bicicletta, soprattutto sulle strade reali piene di imperfezioni, traffico e imprevisti.
    Continueremo ad amare un mezzo con questi limiti strutturali evidenti? O è arrivato il momento di usarlo con maggiore responsabilità, pretendendo infrastrutture adeguate e rispetto delle regole da parte di tutti?
    La parola ai lettori.