Il Teatro Marenco di Novi Ligure ospita Judith Hill, accompagnata da una band che comprende anche i suoi genitori: Michiko Hill alle tastiere e all’Hammond B3 e Robert “Pee Wee” Hill al basso, insieme al batterista Shadrack “Shaddy” Oppong.

Novi Ligure: Al Teatro Marenco Judith Hill

JUDITH HILL IN CONCERTO AL TEATRO MARENCO DI NOVI LIGURE

Martedì 3 novembre 2026, ore 21:00

Il Teatro Marenco di Novi Ligure ospita Judith Hill, accompagnata da una band che comprende anche i suoi genitori: Michiko Hill alle tastiere e all’Hammond B3 e Robert “Pee Wee” Hill al basso, insieme al batterista Shadrack “Shaddy” Oppong.

Cantante, autrice e polistrumentista, Judith Hill è tra le voci più originali della scena soul internazionale. La sua vocalità potente e versatile attraversa le sonorità del gospel e le atmosfere più profonde del blues, sostenuta da una spiccata attitudine per il funk e il rock.

Il concerto sarà un viaggio tra groove trascinanti, intensità vocale e contaminazioni sonore, con brani tratti anche da Letters from a Black Widow (2024), l’ultimo album dell’artista, scritto, arrangiato e interpretato dalla stessa Hill. Un repertorio in cui soul, funk, gospel, R&B e rock si incontrano in un linguaggio personale e contemporaneo.

La Fondazione Marenco desidera rivolgere un sentito ringraziamento a Fondazione Passadore 1888, ACOS, Serravalle Designer Outlet, Novi Cioccolato e SIAE per il prezioso sostegno e il contributo alla realizzazione dell’iniziativa.

Biografia.

Judith Hill: nata sul punto esatto di intersezione tra due mondi apparentemente distanti, quello del padre Robert Hill, bassista funk, e quello della madre, Michiko Yoshimura, pianista classica di origine giapponese con all’attivo collaborazioni di primo piano in ambito jazz come quella con il sassofonista Wayne Shorter, Judith Hill rappresenta oggi una sorta di prisma ottico inverso che ricompone ogni raggio tipico della black music che lo attraversa – soul, gospel, funk, R’n’B – in un’unica, originale emanazione luminosa di compiuta sintesi dove il proprio DNA, famigliare e musicale, si traduce in un linguaggio artistico totale. Tutto ciò rappreso attorno a uno strumento vocale dalla personalità e dall’estensione uniche, capace tanto di inerpicarsi verso le veementi, melismatiche vette del gospel quanto discendere nelle profondità più viscerali e catramose del blues.

Dopo gli esordi da semplice corista con autentiche icone come Stevie Wonder, Josh Groban, Chaka Khan e Michael Jackson, che la scelse come sua controparte vocale per il tour This Is It, Judith Hill è stata una delle protagoniste di 20 Feet From Stardom, documentario diretto da Morgan Neville. Il film, che ha trionfato agli Oscar e ha fatto vincere a Judith un Grammy Award come miglior protagonista, getta una luce sul mondo sommerso delle vocalist: quelle voci, talvolta leggendarie e monumentali, rimaste spesso lontane dal successo, ombreggiate dalla statura conclamata delle più grandi popstar del pianeta che, con le loro voci, hanno supportato. Condividendo lo schermo con miti del calibro di Darlene Love e Merry Clayton, nella pellicola Judith Hill rappresenta l’anello di congiunzione tra la vecchia guardia delle vocalist e la nuova generazione, raccontando a cuore aperto quello che è stato, a un tempo, il peso emotivo e il paradosso di essere un immenso talento vocale sebbene privato di riconoscimenti ufficiali. Ufficialità che però, dopo un paio d’anni, nel 2015, arrivò grazie a quel genio di Prince il quale, accortosi del poliedrico talento della Hill, decise di produrre Back In Time, il suo disco d’esordio. Registrato durante diverse sessioni ad altissima intensità emotiva, il Folletto di Minneapolis spinse la Hill a spogliarsi di ogni pudico formalismo per sposare un suono crudo, analogico e meravigliosamente selvaggio, senza addomesticarne la voce ma, al contrario, evidenziandone la natura tellurica.

Oggi, Judith Hill ha preso pieno possesso di tutte le sue facoltà artistiche di cantante, autrice e polistrumentista che domina il pianoforte con una maestria regale e la chitarra con graffiante audacia funk. Nelle sue composizioni, la Hill tesse arazzi sonori densi e visionari e i suoi arrangiamenti sono mosaici di suono dove ogni singolo tassello della musica nera trova una sua precisa collocazione come parte di un tutto organico che, poco a poco, mostra la propria luminosa, originale immagine. Tutto ciò è ottimamente rappresentato nel suo ultimo capolavoro discografico, Letters From A Black Widow. L’album, un’opera interamente scritta, arrangiata e interpretata dalla Hill, si presenta come una cattedrale sonora funk-rock-soul, all’interno della quale convivono tracce di intensità sismica che raccolgono quella doppia eredità famigliare, incontro tra il rigore e la mistica orientale con l’istinto e il groove afroamericani.
A dimostrazione di quanto questo patrimonio sia vivo e indissolubile il basso pulsante del padre e le tastiere avvolgenti della madre creano il tappeto perfetto su cui la voce di Judith può liberamente aprire le proprie ali. Non si tratta solo di una collaborazione familiare, ma della celebrazione quotidiana di un sincretismo culturale che ha superato le barriere geografiche e generazionali.

Nel suo ultimo album, questa influenza emerge con prepotenza poetica nel brano Dame De La Lumière, commovente, raffinato omaggio in chiave chamber-jazz alla madre Michiko e alla nonna. Attraverso una scrittura elegante che unisce la delicatezza delle melodie orientali con la profondità del soul, Judith Hill celebra qui la forza silenziosa, la resilienza e la luce delle donne della sua stirpe, dimostrando come la propria musica sia, prima di tutto, un viaggio alla scoperta delle proprie radici ancestrali.

BIGLIETTERIA Teatro Marenco
martedì e venerdì dalle 17 alle 19.

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Per info:
biglietteria.teatromarenco@gmail.com
347 73 60 627 (negli orari di apertura della biglietteria)
www.teatromarenco.com