Si è spento a Firenze, nella notte tra il 25 e il 26 agosto 2026, all’età di 97 anni, il marchese Vittorio Frescobaldi, una delle figure più importanti della viticoltura italiana del secondo Novecento. Nato il 30 novembre 1928, apparteneva alla trentunesima generazione di una famiglia fiorentina legata al vino fin dal Medioevo. Lascia la moglie Bona e i figli Fiammetta, Angelica, Diana e Lamberto.

Addio a Vittorio Frescobaldi, il marchese che ha portato il vino toscano nel mondo

di Nico Colani

Si è spento a Firenze, nella notte tra il 25 e il 26 agosto 2026, all’età di 97 anni, il marchese Vittorio Frescobaldi, una delle figure più importanti della viticoltura italiana del secondo Novecento. Nato il 30 novembre 1928, apparteneva alla trentunesima generazione di una famiglia fiorentina legata al vino fin dal Medioevo. Lascia la moglie Bona e i figli Fiammetta, Angelica, Diana e Lamberto.

Una dinastia di oltre sette secoli

La storia dei Frescobaldi non ha “solo” 300 anni: affonda le radici intorno all’anno 1000, quando la famiglia si trasferì dalla Val di Pesa a Firenze. La produzione di vino è documentata fin dall’inizio del Trecento (intorno al 1300), con la Tenuta Castiglioni ancora oggi in attività. Si parla quindi di oltre 700 anni di continuità, una delle tradizioni vinicole familiari più antiche e ininterrotte d’Italia e del mondo.

Nel Medioevo e nel Rinascimento i Frescobaldi furono banchieri influenti (tesorieri della Corona inglese per Edoardo I ed Edoardo II), mecenati e produttori. Commissionarono il primo ponte sull’Arno (l’attuale Ponte Santa Trinita, 1252) e legarono il loro nome ad artisti come Donatello, Michelozzo e Brunelleschi. I loro vini arrivavano alle tavole dei Medici, dei papi e della corte inglese (tra cui Enrico VIII). Nel 1855 la famiglia introdusse in Toscana vitigni allora poco conosciuti come Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero e Chardonnay, anticipando tendenze moderne.

L’uomo che modernizzò l’azienda

Laureato in Agraria a Firenze nel 1953, Vittorio entrò nell’impresa di famiglia e, dopo la morte del padre Lamberto, ne assunse la guida insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo. Fu protagonista di quella che molti chiamano il “Rinascimento” del vino italiano: trasformò un’azienda agricola tradizionale in una realtà manageriale, aperta ai mercati internazionali, capace di valorizzare le diverse anime della Toscana (Chianti Rufina, Montalcino, Bolgheri, Maremma e oltre).

Nel 1977 fu nominato Cavaliere del Lavoro. Tra le tappe più significative della sua gestione:

  • l’espansione verso Montalcino (CastelGiocondo) e Bolgheri;
  • la joint venture del 1995 con l’americano Robert Mondavi, da cui nacquero Tenuta Luce a Montalcino e un legame forte con Ornellaia;
  • la capacità di unire radici toscane e visione globale, principio che spiegava anche in conferenze a Harvard e alla London School of Economics.

L’azienda continua la tradizione (e la innova)

Sì, l’azienda prosegue con piena continuità familiare. Da anni la guida operativa è nelle mani del figlio Lamberto Frescobaldi (presidente di Marchesi Frescobaldi e, dal 2022, presidente di Unione Italiana Vini). Vittorio aveva preparato con cura il passaggio generazionale: nel 2007 lasciò la guida operativa e divenne presidente onorario, creando la holding Compagnia de’ Frescobaldi e uno statuto pensato per garantire unità e stabilità ai rami della famiglia.

Sotto Lamberto il gruppo ha consolidato le storiche tenute toscane (Castello Nipozzano, Castello Pomino, Tenuta Castiglioni, CastelGiocondo, Ammiraglia, Perano, Calimaia, Rèmole, Gorgona e altre) e si è aperto oltre i confini regionali: Friuli (Attems), Etna e Oregon (Stati Uniti). Continua a produrre milioni di bottiglie all’anno, a investire in sostenibilità e a raccontare l’identità di ogni singolo territorio, mantenendo lo spirito di “aristocrazia del fare” di cui parlano i familiari.

Il funerale è previsto per sabato 29 agosto 2026 alle 11 nella basilica di Santo Spirito a Firenze, a pochi passi da Palazzo Frescobaldi. La camera ardente sarà allestita il 28 agosto.

Vittorio Frescobaldi lascia un’eredità chiara: tradizione secolare e innovazione non sono in conflitto. Sono due facce della stessa medaglia, e la famiglia, con Lamberto e la nuova generazione, continua a portarla avanti con coerenza.