Oltre 100 visite della Guardia Costiera di Genova
Questa settimana, la Guardia Costiera di Genova ha effettuato la centesima ispezione Port State
Control (PSC) dell’anno, un traguardo che sottolinea l’intensità dell’attività di controllo svolta a tutela
della sicurezza della navigazione, dell’ambiente e delle condizioni di vita e di lavoro degli equipaggi
imbarcati sulle navi che scalano il porto.
La visita numero 100 ha riguardato la MSC ELLEN X, portacontenitori battente bandiera liberiana,
nel corso della quale sono state accertate alcune carenze rispetto agli standard internazionali.
«Il raggiungimento della centesima ispezione Port State Control – sottolinea l’Ammiraglio Antonio
Ranieri, Comandante del Porto di Genova – testimonia l’impegno costante della Guardia Costiera
nella tutela della sicurezza della navigazione, dell’ambiente marino, della qualità dell’aria e delle
condizioni di vita e di lavoro a bordo. Un’attività che il nostro Comando svolge quotidianamente, in
linea con gli obiettivi della normativa europea sul Port State Control e con gli indirizzi del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, a garanzia di chi opera e viaggia in mare. Nei casi più gravi non
esitiamo a disporre il fermo della nave: è accaduto già sei volte quest’anno a Genova.»
«Un’attenzione particolare – continua l’Ammiraglio – è rivolta alle emissioni di ossidi di azoto (NOx),
verificando la conformità dei motori ai limiti previsti dalla normativa internazionale, il corretto
funzionamento degli eventuali sistemi di abbattimento e la corrispondenza tra le configurazioni
installate a bordo e la relativa certificazione. Un’attività che riguarda direttamente anche la qualità
dell’aria della città.»
Le ispezioni PSC sono condotte in applicazione delle principali Convenzioni internazionali sulla
sicurezza della navigazione (SOLAS), sulla prevenzione dell’inquinamento marino e
atmosferico (MARPOL) e sulle condizioni di vita e di lavoro dei marittimi (MLC 2006), nonché
della normativa europea sul Port State Control. I controlli verificano che le navi straniere che scalano
i porti italiani rispettino gli standard internazionali di sicurezza, tutela ambientale e del lavoro.
«Le oltre 250 carenze rilevate quest’anno – informano dal Servizio Sicurezza della Navigazione –
riguardano aspetti essenziali per la sicurezza degli equipaggi e dei passeggeri e per la tutela
dell’ambiente: dalla documentazione di bordo ai sistemi antincendio e ai mezzi di salvataggio, fino
alla prevenzione dell’inquinamento e alle condizioni di vita e di lavoro dei marittimi. Le navi
controllate battevano complessivamente 18 bandiere diverse e comprendevano portacontenitori,
petroliere, navi da carico e yacht commerciali.»
Oltre la metà delle navi ispezionate è costituita da portacontenitori. Seguono navi da carico
generale (general cargo), yacht commerciali, portarinfuse (bulk carrier) e petroliere, oltre ad altre
tipologie di unità. Sotto il profilo delle bandiere, Liberia (30%), Malta (23%) e Panama (8%) risultano
le più rappresentate.
Quanto alle principali categorie di carenze, 60 riguardano i certificati e la documentazione di bordo,
26 la normativa ambientale MARPOL, 25 i sistemi antincendio, 15 i mezzi di salvataggio e 11 le
condizioni di vita e di lavoro disciplinate dalla Convenzione MLC 2006.
«Le cento ispezioni PSC – conclude l’Ammiraglio Ranieri – si inseriscono in un impegno ben più
ampio: nello stesso periodo il nostro Servizio ha svolto complessivamente circa 350 controlli in
materia di safety, security e MLC, comprese le verifiche sulle unità battenti bandiera italiana, dalle
piccole imbarcazioni da pesca ai traghetti fino alle navi da crociera. Un impegno quotidiano
nell’ambito della più ampia azione di vigilanza sul traffico marittimo che interessa il porto di Genova.»














